venerdì 29 agosto 2008

Municipio di Ensenada

17 ottobre 2006

Dai ragazzi SDU in Chiapas - Anna Mauri, Martina Morazzi, Alice Serena

Martedì 17 ottobre - Municipio di Ensenada

17 ottobre, un’altra data, un’altra speranza,un altro passo di un'unica lotta.una lotta che gli abitanti della regione di Ensenada portano avanti da più di due anni contro l’istallazione di centrali di regasificazione di proprietà di transnazionali straniere.
Anche oggi la gente porta avanti con sdegno e determinazione la propria lotta contro una serie di illegalità compiute dal loro governo che provoca irreparabili danni al patrimonio ecologico, medioambientale, culturale.

Infatti, Il mal governo “vendepatrias” mette a disposizione di transnazionali come Sempra Energy, Royal Dutch/Shell Group, Chevron Texano e altri(sempre stranieri) zone federali marittime e terrestri, violando leggi(l’articolo 27 della costituzione) e norme stabilite dalla regione come il “Corredor Costero Tijuana-osarito-Ensenada”.

Per portar avanti questo progetto le compagnie di propaganda promettevano un gran beneficio economico e lavorativo a questa regione ma la reale conseguenza è ben diversa: un impatto ambientale devastante causato dall’emanazione di sostanze contaminanti provenienti dalle centrali termoelettriche che impoveriscono la qualità dell’aria, causando molte complicazioni respiratorie negli esseri umani come asma, leucemia allergia e cancro e lo sterminio di boschi e alghe marittime che mettono in pericolo molti ecosistemi.
Inoltre nelle coste di questa penisola i depositi e le centrali di regasificazione rappresentano un pericolo latente date le condizioni sismiche della regione che trasformano queste centrali in vere e proprie bombe pronte ad esplodere da un giorno all’altro, provocando effetti inimmaginabili.

Oltre alla denuncia dei notevoli danni ambientali la protesta si concentra anche sulla rivendicazione dell’articolo 27 che vieta l’esportazione dell’energia prodotta nel territorio messicano verso il mercato estero, rivendicandone l’uso locale.
Queste gigantesche strutture (che comprendono gasdotti e cavi d’alta tensione) non solo hanno un impatto ambientale devastante ma ostacolano anche le attività tradizionali di questa regione come il turismo, la pesca e l’agroindustria.
Queste centrali termoelettriche, questi cavalli di troia, rappresentano come abbiamo visto una minaccia per la sopravvivenza e il benessere di tutta la comunita e un ulteriore esempio della corruzione che spesso caratterizza il governo messicano.

Una domanda nasce spontanea:perché queste compagnie straniere si istallano nel loro paese d’origine?
Il motivo è che negli USA i cittadini fanno rispettare al loro governo le leggi ambientali internazionali e nel governo messicano trovano le condizioni di corruzione adeguate per moltiplicare il loro capitale senza restrizioni.
Il popolo di Ensenada dice basta, basta alle centrali di regasificazione, basta ad un governo che ignora con facilità le norme ambientali mettendo a rischio la loro salute la loro sicurezza e la loro cultura.

La partecipazione è sentita e determinata ma apparentemente molto ridotta nonostante queste centrali regasificatore rappresentino una minaccia chiara e immediata per tutti gli abitanti di questa regione forse perché fino a quando il problema non colpisce quotidianamente (come accade per i pescatori che ogni giorno combattono contro la svalutazione del pescato o come accade agli abitanti di Dautillos che vivono
circondati da rifiuti) può esser più facilmente ignorato.

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