domenica 31 agosto 2008

2 ottobre 1968: Non si dimentica. Non si perdona

02 ottobre 2006

Dai ragazzi SDU in Chiapas - Anna Mauri, Martina Morazzi, Alice Serena.

A 38 anni dal massacro perpetuato dallo stato contro il movimento studentesco, quando l'esercito sparò sulla folla di manifestanti, il ricordo è ancora vivo.
Si è svolta oggi, 2 ottobre 2006, una manifestazione pacifica a cui hanno partecipato studenti universitari e delle scuole superiori, associazioni e comitati che sentono ancora vivo il dolore di quella giornata. Al dolore di ieri, si aggiunge però quello di oggi, dei maestri di Oaxaca e dei campesinos di Atenco, che hanno sfilato nel corteo con i maceti in pugno, simbolo di una lotta sempre accesa.
La repressione portata avanti dal governo Gustavo Diaz Ordaz nel 1968, è la stessa che utilizzò il governo attuale ad Oaxaca e Atenco. Non si vuole solo ricordare, ma denunciare nuovi crimini che colpiscono il popolo messicano.
Il corteo è partito verso le 17.00 da piazza delle Tre Culture e si è snodato lungo le strade principali fino allo Zocalo.
I primi striscioni sono della Associacion Popular de Pueblos de Oaxaca, seguiti dal Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra, dal Comité 68 (Para evitar represion futuras castigo a los genocidas de ayer y de hoy), dai sindacati magisteriali, dal Frente Popular Francisco Villa (este dialogo no lo entendemos). In gran numero partecipano anche altre organizzazioni studentesche e sociali.
Tante sono le voci che gridano e tantissimi gli striscioni, i manifesti, i cartelloni che vengono innalzati. Anche quando la pioggia inizia a cadere con insistenza sui manifestanti, non si placano le urla e i canti.
La manifestazione continua nella Plaza de la Constitución, dove è stato allestito un palco.
Qui parlano donne e uomini in rappresentanza di comitati, organizzazioni e studenti: chiedono giustizia e rispetto della volontà del popolo, chiedono di fermare la repressione a Oaxaca, libertà per i prigionieri politici, un'educazione per tutti.
Unica è la voce per dire che non si dimentica e non si perdona.

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