Lo sguardo oltre
Blog per tutti i comaschi legati al movimento in Resistenza chiapaneco.
venerdì 15 luglio 2011
CHIAPAS-ultimi giorni
Non sono in sciopero di scrittura, sarebbe inconcepibile per me e la mia grafomania, ogni giorno riempio pagine e pagine, ho soffocato un quaderno intero con stipati segnetti blu, ma sono per me, per la mia memoria.
Il fatto che non riesco ad accettare e' quello di scrivere per altri, raccontare ad altri, non per egoismo o gelosia ma perche' intimamente so che nessuno (a parte i pochi che hanno vissuto la mia medesima esperienza) nessuno e' in grado di capire quello che accade ogni giorno. Dico cosi' perche' da un'ora con l'altra io stessa smentisco le mie convinzioni e disconosco quanto appena appreso.
Pero' mi ero presa un impegno, quello di scrivere almeno due volte un diario di viaggio, e ora lo porto a termine.
Per meglio esplicare quanto detto voglio parlare delle persone che si incontrano in questa terra, non che la nostra sia priva di esseri tanto soprendenti, ma certamente li cela meglio.
La gente che ogni giorno accompagna il nostro cammino e' strabiliante, tanto inconcepibile da aver allargato i miei orizzonti di pensiero, nel senso che ora credo possibile cio' che prima era solo una storia. Parlo di donne come Mercedes che lentamente e di nascosto ha "manipolato" le nostre menti in preparazione ad incontri ancora piu' forti. Mercedes, la stessa che il primo giorno mi suscitava rifiuto per il suo estremismo, e' riuscita ad infonderci tanta fiducia da accettare le notizie piu' sconcertanti ed andare avanti col sorriso.
Parlo di uomini come Chema, veri e propri eroi per il loro popolo, uomini con il volto sereno e tanto forte da emanare luce dalle rughe e sicurezza dalla camicia sporca e strappata.
Parlo di uomini quali il rappresentante della comunita' 9 di aprile, uomini dalle cui parole trapela l'amore piu' incondizionato e la volonta' piu' ferrea.
Parlo di uomini che con la loro semplicita' e con i loro pensieri hanno ribaltato completamente la nostra concezione di leader, di coraggio, di sincerita'.
Gia', una delle cose che mi colpisce di piu' delle persone che ho incontrato e' che la loro sincerita' e' palpabile e si trasmette a me senza imposizioni ma proprio in virtu' della sua forza.
E la sincerita' e' fondamentale per accettare persone quali Marco Alejandro. Ogniuno ci ha dato una piccola prova che ci lasciasse la sicurezza di affidarci a loro, prove come racconti sui vissuti personali o emozioni vere, e le prove sono direttamente proprozionali alla difficolta' di credere. Cosi' Marco Alejandro prima di rivelarci la sua parte piu' incredibile ci ha rassicurati con la sua parte piu' accademica e razionale, con le sue immense conoscienze e le sue innumerevoli lauree.
Una volta mostratoci il suo lato piu' accettabile ci ha regalato quello piu' impensabile, a chi lo desiderava ovviamente. Cosi' che parlare di punto di ancoraggio e dialogo interiore mi riempie di emozione per aver avuto finalmente uno spiffero di quella "conoscenza" infinita, sciamanica che da anni aspiro ad avvicinare.
Ovviamente nessuno mi capira' davvero, tanto che io stessa non ne sono piu' tanto convinta come ieri sera, quando il famoso punto di ancoraggio stava in un mondo parallelo.
Ma ho deciso di accennarne ugualmente, al massimo qualcuno si fara' una sincera risata sospettando la mia partecipazione alla raccolta di funghi allucinogeni.
Con speranza,
compa ("slang" locale documentato!) Elisa
lunedì 4 luglio 2011
CHIAPAS-primi giorni
Oppure un "compañero" porta parecchia sfiga visto che il volo transoceanico era in ritardo, abbiamo perso quello seguente, ci hanno imbrogliati sull'hotel in cui passare la notte (alla fine e' stata trascorsa in aereoporto sotto una doccia di aria condizionata) e- cosa peggiore- la squadra di calcio della Nigeria dei campionati mondiali under 18 che si tengono in Messico, era nel gate affianco al nostro... proprio li' a due passi...ma se ne e' andata a Panama City.
Dopo tanti dispiaceri e tribolazioni siamo finalmente giunti nel centro che ci "ospita", poco fuori San Cristobal, che stiamo scoprendo essere un "centro di educazione" per ragazzi indigeni che qui imparano un lavoro.
Alle 10.30 colazione a base di tortillas fritte "bollite" in un sugo di pomodoro e pollo, fagioli neri in quantita', "burro" (crema) e formaggio, fette biscottate con marmellata e burro d'arachidi, latte e cereali per i piu' resistenti.
Dopo un pasto del genere qualche minuto per sistemarci e un viaggio di due ore che neanche a Gardaland sugli ottovolanti piu' sofisticati. Tra la velocita' del "carro", la situazione della "carretera" e i peli che facevamo agli altri passanti- incredibile a dirsi- c'era gente che DORMIVA. Non la sottoscritta ovviamente, che si e' fatta una tirata di svariate decine di ore.
Eravamo diretti alla comunita' 28 de Junio che festeggiavo il suo anniversario di nascita, ovviamente il 28 di giugno, 2011.
Ci aspettavamo qualcosa di piu' tradizionale, tipo abiti, gioielli e musica, ma ci siamo trovati davanti una calca assurda che assistiva ad un incontro di boxe, bambini che si arrampicavano su di un albero della cuccagna scivolosissimo (immaginavo il volto atterrito delle madri italiane davanti ad uno spettacolo di tale pericolo!), bambine che cercavano con la bocca le monete nella farina (e se ne mangiavano a quintali) e gente di tutte le eta' che dava il suo meglio nel gioco della pelota.
Superato il primo stupore con la consapevolezza della giovane eta' della comunita', abbiamo esplorato la zona e mangiato-ANCORA!- carne, riso e tortillas. Era proprio un bell'ambiente, rilassato, giocoso e caldo. Piccoli e grandi collaboravano con allegria e ben presto ci siamo ritrovati a ballare sul sagrato della chiesa invasati da una spirito di festa gioioso ma discreto...non sapevamo ancora nulla della storia atroce che ha passato quel popolo.
Il giorno seguente a San Cristobal- in particolare MERCATO DELL'ARTIGIANATO- e da ieri sono partiti i corsi intensissimi con Mercedes, la nostra maestra/guida, una donna dall'incredibile forza e mente, che sta facendo di tutto per turbare i nostri sogni con racconti raccapriccianti e informazioni impensabili. E' pazzesco come parla del governo- di tutti i governi!- del suo popolo, della terra. E' talmente forte che ancora non me la sento di scriverne perche' ho bisogno di un'elaborazione piu' profonda e di superare quel poco diffidenza/repulsione che i suoi estremesmi mi suscitano.
Forse ci rifaremo sentire per il momento mi scuso delle imperfezione lessicali in lingua spagnola.
Compañera Elisa
mercoledì 11 maggio 2011
Marcha nacional por la justicia
Este fin de semana Desinformémonos se une a la cobertura de la Marcha por la Paz con Justicia y Dignidad desde San Cristóbal de las Casas, Chiapas y la Ciudad de México.
Marcha nacional por la justicia
Todo está listo para recibir y marchar junto a las bases de apoyo del Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN), quienes se movilizarán hoy procedentes de la Selva, el Norte y Los Altos de Chiapas hasta la ciudad de San Cristóbal de las Casas (leer más )
Miles de bases de apoyo en las calles de Jovel
Arranca marcha zapatista contra lа impunidad
San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 7 de mayo. Miles de hombres y mujeres bases de apoyo del Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN), empezaron a marchar del Centro Indígena de Capacitación Integral (Cideci), en las afueras de esta ciudad, rumbo a la plaza de la paz, como parte de la Marcha nacional por la justicia y contra la impunidad, convocada por el poeta y periodista Javier Sicilia. (leer más)
martedì 4 gennaio 2011
Desinformémonos No. 15
domenica 19 dicembre 2010
Gianni Proiettis denuncia che il suo fermo è un “attentato contro la libertà di stampa”
Fermato in Chiapas per “confusione” un giornalista di origine italiana, già rilasciato
La Polizia statale aveva accusato il docente universitario anche di possesso di marijuana
Elio Henríquez. San Cristóbal de Las Casas, Chis.,
16 dicembre. Gianni Proiettis, collaboratore del quotidiano italiano Il Manifesto e professore universitario dell'Università Autonoma del Chiapas (Unach), la mattina di oggi è stato fermato da poliziotti statali con l'accusa di possesso di marijuana, ma nove ore dopo è stato llberato dicendo che si è trattato di "confusione".
Il giornalista di origine italiana ha dichiarato che il suo fermo rappresenta un "attentato contro la libertà", perché è sicuro di essere stato fermato per aver scritto alcuni articoli critici contro le autorità federali.
Intervistato per telefono dopo essere stato liberato, poco prima delle ore 22, Proiettis ha raccontato che intorno alle 11.30 era uscito di casa nel quartiere di Cuxtitali "per comprare delle sigarette e mi hanno afferrato tre civili con le pistole; mi hanno caricato su un'auto senza dirmi che erano poliziotti statali; l'ho saputo dopo".
Ha aggiunto che i poliziotti non l'hanno nemmeno informato di cosa fosse accusato e l'hanno portato nella sezione antidroga con sede a Tuxtla Gutiérrez, dove è rimasto isolate per diverse ore.
Ha raccontato che un'ora prima di essere liberato gli hanno detto che era accusato "di avere uno spinello (sic) di marijuana, cosa non vera. Mi hanno fatto questa accusa falsa. E' stato solo in Procura che ho saputo di cosa mi accusavano di avere una piccola bustina, che se anche fosse stata mia era assurdo, ma non era neppure mia".
Dal 1993 Proiettis insegna antropologia alla Facoltà di Scienze Sociali della Unach, con sede in questa città, e dal 1994 quando insorse pubblicamente l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, collabora con Il Manifesto.
"Vedo la mia detenzione come un attentato alla libertà di stampa. Sicuramente quello che ho scritto non è piaciuto a qualche politico. Credo che sia questa la ragione di fondo del mio fermo, non vedo altra ragione", ha aggiunto.
Ricorda che nei suoi recenti articoli ha trattato il tema del narcotraffico in Messico, cosa che irrita "particolarmente il governo federale", e recentemente ha coperto il forum sui cambiamenti climatici di Cancun, Quintana Roo.
Sostiene che i poliziotti non lo hanno picchiato né maltrattato, "ma al momento di entrare nel veicolo mi hanno minacciato con una pistola e mi hanno infilato un cappuccio in testa, ma nient’altro di particolare".
E' stato liberato intorno alle 21.30, dopo che Mónica Mendoza Domínguez, segretaria particolare del vice-procuratore generale di Giustizia dello stato, Jorge Culebro Damas, gli ha detto che si era trattato di una "confusione" e gli ha offerto le proprie scuse.
A Città del Messico, l'Istituto Nazionale di Migrazione ha confermato che "non ha citato né ha fermato" Gianni Proiettis.
Ha detto di non avere informazioni e che, eventualmente, questa responsabilità sarebbe delle procure statale e Generale della Repubblica, perché fino alla notte di questo giovedì la Migrazione non aveva partecipato a nessun operativo.
Con informazioni di Fabiola Martínez (Traduzione "Maribel" - Bergamo)
sabato 18 dicembre 2010
Caffè messicano solidale
Desinformémonos Revista Barrial No. 10
Les enviamos un abrazo, con nuestro agradecimiento por su lectura y difusión.
sabato 13 novembre 2010
“Camminando” - progetto libertario Flores Magon
E’ un’agenda in formato settimanale che nasce come strumento solidale a sostegno del sistema autonomo di salute del Caracol 1, “La Realidad”, Zona Selva Fronteriza, Chiapas, Messico.
vuole rappresentare , nell’impostazione grafica delle pagine e nei suoi disegni, l’armonia della vita comunitaria e la costruzione di un mondo giusto, inclusivo, degno, rispettoso della diversità e biodiversità, dove i diritti umani sono una garanzia inalienabile e dove “tutto è per tutti” .
Sono state stampate 1000 copie, 500 in italiano e 500 in spagnolo.
Il ricavato della vendita delle agende verrà consegnato direttamente nelle mani della Giunta del Buon Governo della Realidad per la costruzione di una clinica ed annessa farmacia.
É possibile vedere l'agenda a questi indirizzi:
http://cox18.noblogs.org/
Ritiro presso:
Calusca City Lights – Via Conchetta 18
Sede U.S.I. Via Torricelli 19
Tel. 347 7168596
mercoledì 22 settembre 2010
lunedì 3 maggio 2010
Desinformémonos
Compagne e compagni d’Italia,
Vi scriviamo dalla rivista virtuale Desinformémonos http://desinformemonos.org), uno spazio di comunicazione alternativa, libero e indipendente dal quale con ribellione degna e gioiosa ci uniamo alle attività di controinformazione esistenti. Noi ci collochiamo in basso e a sinistra, proprio dove batte il cuore.
Vi invitiamo a navigare nella nostra proposta di controinformazione e scaricare, stampare e diffondere la nostra rivista di quartiere e comunitaria realizzata in semplice formato PDF.
Alcune idee:
- Potete stamparla ed esporla come un semplice periodico murale in luoghi d’incontro territoriali, centri sociali e comunitari. Attaccarla su un muro del vostro quartiere, o una parete della vostra stanza… Potete incollarla sul muro di una scuola o di un centro commerciale. Un muro qualsiasi in un qualsiasi posto del mondo.
- Potete stamparla e graffettarla ed averla in formato cartaceo. Potete distribuirla in un quartiere, in una comunità, un'aula scolastica, durante un corteo o in un incontro.
- Ci potete fare un aeroplanino e mandarlo ad un amico, ad un compagno o, meglio ancora, ad un destinatario sconosciuto.
- Potete conservare le singole pagine, pensando che un giorno non molto lontano possiamo unire le pagine che ci mancano.
- Potete rispedirla in formato elettronico ai vostri contatti, e così salvare le foreste
Infine, quello che in realtà vogliamo dirvi, è che sarebbe un onore molto grande che voi possiate aiutarci nella sua diffusione, se lo ritenete opportuno e ci sentite in sintonia con voi.
Non vogliamo sottrarvi altro tempo. Ci resta solo da dirvi che questo modesto spazio vi appartiene ed è aperto alle vostre proposte, gioie e tragedie.
Vi mandiamo un forte e solidale abbraccio.
--
"...desinformémonos hermanos
hasta que el cuerpo aguante
y cuando ya no aguante
entonces decidámonos
carajo decidámonos
y revolucionémonos."
Mario Benedetti
venerdì 9 aprile 2010
Subcomandante marcos sin pasamontañas
sabato 3 aprile 2010
Replica del presunt Subcomandante Marcos.
2 aprile 2010 di Comitato Chiapas "Maribel" Bergamo
Condividiamo la dichiarazione e replica di Leuccio Rizzo, che è stato mostrato in una foto come il presunto Subcomandante Marcos senza passamontagna sul giornale Reforma, lo scorso sabato 27 marzo, con una notizia dal titolo “Desencapuchan al Sub Marcos”.
Questo Centro dei Diritti Umani conosce Leuccio Rizzo como persona solidale con le comunità e ci preoccupa che il giornale Reforma directo da C. Alejandro Junco de la Vega, si presti a pubblicare información prive di fondamento, che violano le norme Della Convenzione Americana dei Diritti Umani agli articoli 11 e 14, e come strumento di contrainsurgencia dello Stato messicano per segnalare e criminalizzare i difensori dei diritti umani.
Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas A.C., Calle Brasil #14, Barrio Mexicanos, San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México, Código Postal: 29240 – Tel +52 (967) 6787395, 6787396, 6783548; Fax +52 (967) 6783551 -medios@frayba.org.mx – www.frayba.org.mx
********************************************
C. Alejandro Junco de la Vega.
Direttore del giornaliera Reforma.
San Cristóbal de las Casas, Chiapas, Messico; 31 marzo 2010
Sulla base del diritto di replica, la sollecito a pubblicare il presente testo nel suo giornale in base alle seguenti considerazioni:
Lo scorso 27 marzo è stata pubblicata sul vostro giornale la notizia dal titolo “Desencapuchan al Sub Marcos“, nella quale si danno informazioni e si esibiscono fotografie della mia persona assicurando che sia il Subcomandante Insurgente Marcos dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, cosa che causa danno alla mia persona dato a si tratta di un’informazione falsa e calunniosa.
Riferendo informazioni presumibilmente rivelate da “un autodefinito ex miliziano zapatista” che si presume vi abbia consegnato “un documento di 83 pagine“, dove si assicura che: “… nelle numerose foto che accompagnano il documento elaborato dal disertore si vedono diversi comandanti dell’EZLN, collegamenti e stranieri si presumibilmente membri di ETA. Sono fotografie di volti e corpi interi e nella maggioranza dei casi, le didascalie li descrivono con soprannomi e con i numeri dei telefoni cellulari.”
Bene, perché risulta che sia la foto che appare sulla prima pagina del suo giornale della persona col volto scoperto, vicino a quella del Subcomandante Insurgente Marcos dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale coperto con il passamontagna, sia le due delle foto che appaiono a pagina 7, con le didascalie nelle quali si legge testualmente: “Rafael Sebastián Guillen Vicente, meglio conosciuto come il Subcomandante Marcos…”, sono le foto del volto di chi sottoscrive la presente lettera.
Riconosco la mia solidarietà ed ammirazione incondizionata all’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale per la difesa che compie dei diritti dei Popoli Indigeni, al Subcomandante Insurgente Marcos come Rivoluzionario, così come alle comunità zapatiste per il loro coraggio e resistenza nel processo autonomistico come Popoli Indigeni.
Per quanto detto sopra chiedo che si pubblichi il presente chiarimento e che da ora in avanti si astenga dal diffondere informazioni non comprovate come esige l’etica secondo la quale deve agire chi esercita il mestiere di giornalista. La informo, inoltre, che ho avviato i provvedimenti legali per i danni che la notizia citata mi ha causato e mi causerà da ora in avanti.
Leuccio Rizzo.
lunedì 15 marzo 2010
A 15 anni dall'offensiva in Chiapas contro lo zapatismo persiste la militarizzazione
A 15 anni dall'offensiva militare del governo federale di Ernesto Zedillo contro centinaia di comunità zapatiste in Chiapas, il 9 febbraio 1995, e davanti al crescente numero e gravità delle aggressioni contro questi stessi popoli, soprattutto nella selva Lacandona, collettivi ed organizzazioni aderenti all'Altra Campagna in diverse parti del paese hanno dichiarato che, "con la sua guerra di sterminio il malgoverno non vuole solo distruggere l'EZLN, ma la vita e la dignità dei popoli".
Bisogna rilevare che l'occupazione decretata tre lustri fa è intatta ed anche adesso che si è militarizzato il territorio nazionale per combattere al crimine organizzato, il Chiapas continua ad essere l'entità con la maggiore presenza di effettivi militari.
"Quello che il governo sembra ignorare è che il progetto zapatista è arrivato molto oltre le nostre frontiere, vive in molte parti del mondo. Siamo in molti e non ci arrenderemo", sostengono gli aderenti all'Altra Campagna.
In Chiapas si configura uno scenario di indurimento dell'offensiva contro le comunità indigene zapatiste.
Una situazione che si inquadra dentro la generale militarizzazione del Messico, cosa che si è vista anche nelle misure del Governo per affrontare l'emergenza sanitaria dell'influenza "suina"
In tutto il paese dietro quella che viene presentata come la guerra al narcotraffico, che è in realtà uno scontro tra apparati, corporazioni di potere, cresce la tendenza, denunciata anche dalle organizzazioni dei diritti umani, a porre in una sorte di stato d'assedio l'intero paese. Una tendenza che per certi versi è stata allargata dalle misure prese dal governo messicano durante l'emergenza sanitaria basta pensare al dispiegamento di soldati nella stessa capitale.
Esercito per le strade, impunità degli apparati polizieschi si accompagnano al tentativo di repressione di movimenti ed istanze sociali come succede da Atenco, a Oaxaca, nel Guerrero. Nel Messico della crisi generalizzata acuita dall'emergenza sanitaria, della mancanza di prospettive per migliaia di persone, del calo delle rimesse dagli USA, quello che viene messo in campo sembra una misura preventiva contro la protesta sociale.
Una sorta di repressione preventiva contro la rivolta destinata a crescere in un paese dove la disuguaglianza sociale, nel tempo della crisi globale, tende ad accrescere in misura drammatica.
In questa situazione l'esperienza dell'EZLN accompagnata dalle realtà sociali che compongono l'Otra Campana rappresenta un alternativa scomoda per tutto il sistema istituzionale complice dell'attuale situazione sociale.
Sostenere le comunità zapatiste nella costruzione quotidiana che le Giunte del Buongoverno e i Municipi Autonomi portano avanti dell'autonomia resa realtà, dell'indipendenza praticata come alternativa concreta è un contributo alla ricerca collettiva nel mondo di costruire oggi "un nuovo mondo possibile".
Torniamo in Chiapas per condividere l'esperienza zapatista ed essere insieme alle donne e gli uomini che dall'altra parte dell'oceano, come tutti noi, sognano un futuro diverso e costruiscono un presente di ribellione.
martedì 1 dicembre 2009
mercoledì 25 novembre 2009
LIBERATO CHEMA
La Jornada – Mercoledì 25 Novembre 2009
Il governatore Juan Sabines propone di riprendere il dialogo e suspende i mandati di cattura
LIBERATO IL DIRIGENTE DELLA OCES
ELIO HENRÍQUEZ e ÁNGELES MARISCAL. San Cristóbal de las Casas, Chis., 24 novembre. Ore dopo la sua scarcerazione, il leader dell'Organizzazione Campesina Emiliano Zapata (OCEZ), José Manuel Chema Hernández Martínez, ha dichiarato davanti a decine di suoi compagni che per quasi due mesi hanno manifestato per liberarlo, che i contadini non sono "carne da cannone" e che la repressione e la corruzione dei leader non risolvono le domande di terra e giustizia.
Accogliendolo di fronte alla Cattedrale della Pace di questa città, tra fuochi d'artificio e allegria, molti dei presenti piangevano ricordando la lotta per la terra che in 30 anni è costata la vita a circa 40 compagni e la repressione poliziesca e militare.
Il dirigente era partito dalla sua abitazione nel municipio di Venustiano Carranza - dove l'avevano condotto dei funzionari statali - per San Cristóbal per riunirsi con i suoi compagni in presidio e che hanno occupato gli uffici locali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per chiedere la sua liberazione e quella di altri due contadini.
Chema era in carcere a Tepic, Nayarit, ed i suoi compagni José Manuel de la Torre e Roselio de la Cruz, nel carcere chiapaneco di Cintalapa. I tre già liberi sono stati portati dal governatore Juan Sabines Guerrero il quale ha chiesto loro di "riprendere i negoziati" ed ha promesso che non saranno eseguiti altri mandati di cattura. I contadini hanno ascoltato ma hanno chiarito che manterranno le loro richieste di terra e indennizzi alle famiglie dei due contadini morti durante uno degli operativi di polizia.
In un'intervista, Chema ha affermato che gruppi di potere dentro il governo chiapaneco vogliono una "repressione di massa" e pensavano di "annichilire la OCEZ". rispetto all'occupazione degli uffici dell'ONU, ha detto di non sapere quando si concluderà, perché deve consultarsi ancora coi tutti i membri dell'organizzazione, ma l'ente internazionale ha fatto sapere che gli occupanti hanno accettato di sedere ad un tavolo di distensione questo giovedì.
Prima di far visita nell'ospedale regionale di San Cristóbal a José Santos Aguilar, ferito durante le operazioni di arresto del dirigente, questi ha precisato che il governo statale ha accettato di pagare la cauzione per i tre detenuti ed ha rinunciato all'azione penale per associazione a delinquere.
Intanto, a Tuxtla Gutiérrez indigeni tzotziles dei municipi di Chenalhó, Rayon e Chalchihuitán hanno chiesto la liberazione di otto contadini detenuti a San Cristóbal, che il 16 novembre hanno iniziato uno sciopero della fame, ha riferito l'agenzia Notimex. http://www.jornada.unam.mx/
(Traduzione “Maribel” – Bergamo http://chiapasbg.wordpress.com )
lunedì 9 novembre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
CHIAPAS: REPRESSIONE A VENUSTIANO CARRANZA
radio onda d'urto AGENZIA http://www.radiondadurto.org
E' in atto in Chiapas da sabato una massiccia offensiva repressiva da parte dell'esercito federale, della polizia del Chiapas e dei gruppi speciali contro la comunità contadina di Venustiano Carranza. Le forze repressive hanno fatto irruzione nella comunità fortemente armati e a volto coperto per effettuare arresti perquisizioni e intimidire la comunità. Nella giornata di sabato sono stati arrestati due appartenenti alle comunità contadine che operano per il recupero delle terre. Ci sono stati pestaggi e intimidazioni.
Il servizio da San Cristobal con Gianni Proiettis, collaboratore del Manifesto.
[Scarica il contributo audio, durata: 14 min.]
http://www.radiondadurto.org
martedì 27 ottobre 2009
Appello per i Diritti Umani e Civili
Los abajo firmantes condenamos cualquier forma de criminalizar a las organizaciones sociales y a sus representantes y exigimos se garanticen los derechos humanos, la seguridad y integridad personal de hombres, mujeres y niños de las comunidades de Laguna Verde y 28 de Junio, y de los integrantes de la OCEZ-Región Carranza, Roselio de la Cruz González y José Manuel de la Torre Hernández, detenidos en el Centro Estatal para la Reinserción Social de Sentenciados No. 14, El Amate, municipio de Cintalapa, así como de José Manuel Hernández Martínez, Don Chema, detenido en el Centro Federal de Rehabilitación Social No. 04 (CEFERESO No. 4) en el estado de Nayarit.
Exigimos:
- Se garanticen a cabalidad los derechos humanos de los detenidos particularmente el derecho a la presunción de inocencia, de protección judicial y garantías judiciales, así como el respeto del debido proceso.
- Respetar el derecho a la honra y dignidad de los detenidos evitando de prejuzgarlos públicamente como delincuentes, lo que es una tendencia de tratar como “criminales” a integrantes de organizaciones sociales y campesinas.
- S evite el uso desproporcionado e indebido de la fuerza pública, en la comunidad de 28 de Junio y Laguna Verde, pertenecientes a la OCEZ-Región Carranza, garantizando en todo momento el respeto a la integridad y seguridad personal de los pobladores y de los integrantes de la OCEZ-Región Carranza.
Atentamente.
(porre nome e cognome, citta, stato e inviare ai seguenti indirizzi)
---------------------------------------------
Lic. Felipe de Jesús Calderón Hinojosa
Presidente de la República
felipe.calderon@presidencia.gob.mx
Lic. Fernando Gómez Mont
Secretario de Gobernación
secretario@segob.gob.mx
Lic. Juan José Sabines Guerrero
Gobernador Constitucional del Estado de Chiapas
secparticular@chiapas.gob.mx
Dr. Noé Castañon León
Secretario General de Gobierno del Estado de Chiapas
secretario@secgobierno.chiapas.gob.mx
Lic. Raciel López Salazar
Procurador General de Justicia
raciel.lopez@pgje.chiapas.gob.mx
Copia a:
Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas, AC.
accionurgente@frayba.org.mx
lunedì 26 ottobre 2009
SOS CHIAPAS
En estos momentos están entrando 40 camiones, del ejército federal, policía sectorial de Chiapas, AFI y policía especializada, uniformados con casco negro y pasamontañas, fuertemente armados, pendiente de confirmar perros adiestrados. Desde el día de ayer, el Predio 28 de junio, ha sufrido la militarización constante con sobrevuelos de helicópteros. Se ha documentado que al entrar y catear las casas, han insultado a mujeres y golpeado a niñas, hijas de los detenidos actualmente de la OCEZ-Región Carranza, el Sr. Nemecio Ponce, los ha estado presionando para negociar y supuestamente dialogar, cuando el Predio se encuentra totalmente militarizado. Nos preocupa la seguridad de la población y lo que pueda suceder, ya que se ha dado una provocación permanente desde la detención de Chema. Sabemos por el abogado Marcos López que los detenidos fueron torturados; física y sicológicamente.











